Dal blog alla stampa

Il blog di Danis è diventato un volumetto, grazie ad Aracne che ha accettato di esaminarlo, giudicandolo idoneo alla pubblicazione.

Gli amici che vorranno sperperare 11 euro, sottraendoli temerariamente ai tanti tributi imposti per la salute dei “mercati”, faranno sì che l’editore non si penta di aver creduto a questo mio “capolavoro”! Il libro si può acquistare on line oppure ordinandolo in libreria. Vorrei regalarlo a tutti, ma in omaggio ne ho avute solo due copie. Grazie.

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/catalogo/area/areanarrativa/narrativa/9788854848788-detail.html

E se…?

Forse non importerebbe un granchè a nessuno, eppure mi sento legata a tante/i di voi. Avere queste  complesse modalità di commento e di scambio sembra una punizione immeritata. Insieme a coloro che preferiscono scambiare foto dei pupi, scrivere sanguigne frasi di ribellione politica, ridere per cose passate e presenti, io indietreggio. Non ho bimbi da presentare al tempio o tintarelle di luna color latte. Resta un dispiacere che non riesco a superare. Nel silenzio forse c’è la mia reale, vitale, povera esistenza.

CAFONERIA RUSTICANA

Quando ero bambina, mentre con mamma un giorno passavo davanti alla Madonnina  (povera Regina del Cielo) incontrammo un signore rustico, forse cafonerrimo, chissà? Notai che teneva l’unghia del mignolo  molto lunga e, incuriosita, gli chiesi il perché e il percome della botta di cheratina. In risposta, mia madre mi diede uno sganassone non indifferente di cui non capii il senso e che si poteva risparmiare; ma allora le madri esercitavano una repressione che ci spingeva a crescere, sbagliando, in autonomia, senza il provvido telefono azzurro.

In questi lunghi anni non ho più visto, per fortuna, artigli di quel genere, e neanche ricordavo più quell’obbrobrio di scagliosa appendice. Recentemente ho avuto modo di ritrovare i mignoli ipertrofici in due rustici stranieri e di uno di questi ho potuto “apprezzare” l’operato volto alla pulizia accurata delle cavità nasali grazie alla rapace presa. Stamattina ho rivisto uno dei due con un sorprendente nuovo look delle mani: niente unghione. Ho chiesto notizie e sono stata prontamente informata, con tristezza, della accidentale rottura dell’unghia che, mi ha spiegato, ha proprio funzioni di “pulizia” e non è, come si potrebbe pensare, una eccentricità estetica! Sono stata quindi “rassicurata” riguardo la prossima ricrescita ungueale. Posso dormire tranquilla circa la continuazione di questo bel segno di civiltà… multietnica.

Mio padre

Mio padre ci ha lasciati la notte tra il 18 ed il 19 aprile. Sono corsa da lui con un tremore che non era di paura, era forse di reale dolore e voglia di mantenere la calma. Tante volte avevamo parlato della morte e ci aveva pregato di non lasciare che tutto finisse in un ospedale tra personale indifferente e la lontananza dal letto di casa. Era bello e tenero mio padre, era generoso e sincero, era un padre che mai avrei cambiato per nulla al mondo. Ha amato mia madre e le delegava tante mansioni di casa ed a noi resta un ricordo bellissimo di questa loro propensione per la famiglia. Stimava le donne e ci ha insegnato che il lavoro e lo studio sono percorsi di importanza unica. Aveva combattuto e riportato ferite nell’ultimo conflitto mondiale.Mai si era vantato del bene verso gli altri. Le Befane portavano la sua grafia e tutti i nostri piccoli successi scolastici erano apprezzati. Grazie, papà per tutto quello che ci hai insegnato e per la voglia di vivere che ti ha animato fino al tuo ultimo momento. Ti voglio un bene immenso. Mi manchi, sei e sarai con me fino all’ultimo istante mio ed oltre ancora.